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Il blog di Francesco

23 marzo 2010

L'omofobia di Radio 101 (II parte)

Come ho appreso dai commenti lasciati al mio precedente post, i due conduttori di Radio 101 hanno utilizzato Facebook per rispondere alla mia denuncia, scrivendo il loro intervento sulla bacheca della pagina di R101.

La mia impressione è che, con la loro risposta, abbiano solamente peggiorato la loro posizione trasformando quello che poteva essere uno "scivolone" non voluto in un vero e proprio atteggiamento discriminatorio o comunque di profondo disprezzo verso le persone transessuali. Ecco la loro risposta:


Di seguito, la mia ulteriore replica:
Ciao Alberto, ciao Dario,
sono piacevolmente sorpreso di avere destato la vostra attenzione con la mia lettera.

Tuttavia mi spiace constatare che la vostra risposta chiarisce di certo il vostro pensiero, ma in un senso decisamente opposto a quello che mi sarei aspettato, nonostante, credo, le vostre intenzioni.

Ho usato il termine "omofobia" semplicemente perché più immediato, ma a questo punto precisione impone di parlare di transfobia, ovvero l'avversione, la paura, la discriminazione e il disprezzo nei confronti delle persone transessuali.

Quello che a molti sfugge è che mentre l'omosessualità e l'eterosessualità sono orientamenti sessuali, quando si parla di transessualità si parla di identità di genere che è cosa ben diversa. Gabriele, come Vladimir Luxuria del resto, è nato con un sesso che non ha nulla a che vedere con come il suo cuore, la sua psiche, la sua mente si sentono. Si chiama "disforia di genere" o "disturbo dell'identità di genere" ed è una condizione che chi ne è colpito affronta intraprendendo il percorso per il cambio di sesso, a volte completandolo, a volte no.

Insostanza, chi nasce maschio, ma sente che il suo essere è donna e si sente intrappolato in un corpo che non gli appartiene (o vicecersa chi nasce femmina sentendosi uomo), vive una condizione psicologica devastante che lo o la porta a sottoporsi a cure ormonali ed interventi chirurgici per togliere o mettere (semplificando) un organo sessuale che risponda all'identità di genere vissuta dalla persona in questione.

Voi scrivete:
"Caro Francesco, non possiamo credere di essere gli unici a ritenere che già sia innaturale rifarsi il seno, figuriamoci farsi asportare l’apparato riproduttivo femminile per farsene costruire uno maschile, suvvia... Ci sono molte donne a cui viene asportato l’apparato riproduttivo per seri problemi di salute... io (Dario – studente di medicina!) le ho viste in
ospedale disperate mentre si accingevano ad entrare in sala operatoria prima di quell’intervento che le avrebbe impedito per sempre di regalare nuova vita..."

Come potete sostenere che questa non è discriminazione?
Paragonare l'intervento per cambiare sesso ad un intervento per avere un seno più bello o più grande e sostenere che sia quasi irrispettoso nei confronti di quelle donne costrette a rinunciare alla propria capacità riproduttiva significa pensare che cambiare sesso sia quasi un capriccio. L'intervento per il cambio di sesso è pagato dai sistemi sanitari di moltissimi paesi (perfino Cuba e l'Iran se ne fanno carico!): vi risulta che per rifarmi il naso paghi il ticket alla Asl? Non vi dice nulla questo? L'unica speranza è che semplicemente siate poco informati sull'argomento.

E, vi prego, non usate la presenza di Vladimir Luxuria a Radio 101 come "garanzia di non omofobia" (o transfobia, per precisione). Sapete che anche Vladimir ha annunciato di volersi sottoporre all'operazione per il cambio di sesso? Le avete detto che non pensate sia normale e che vi fa anche un po' schifo? Sapete che Vladimir ha scritto un libro di favole trans proprio per potere affrontare anche con i bambini certe tematiche? Le avete detto che non è normale sdoganare l'argomento?

Mi permetto infine di ricordarvi che il sacrosanto diritto di ciascuno a esprimere le proprie opinioni certamente non autorizza nessuno a mancare di rispetto a qualsiasi altro individuo. In altre parole, è più che legittimo esprimere il proprio dissenso su questioni politiche, sociali o morali. Al contrario non lo è apostrofare una persona transessuale con ingiurie o altre frasi dispregiative come "che schifo" (frase che, come si evince chiaramente dal frammento audio del vostro intervento, si riferisce all'aspetto "cerebrale" della scelta e non, come avete cercato di dire nella vostra replica, a quello puramente tecnico dell'operazione chirurgica).

Sinceramente,
Francesco, un ex ascoltatore

| 2 Commenti | Aggiungi un commento
  • 23/3/10 13:50  
    Anonymous Albivio ha detto...

    Per una volta ho letto il tuo blog, incuriosito dall'argomento. Sono pienamente d'accordo con te! Tra l'altro la scusa dell'amico gay o del trans che lavora in radio ha preso un po' alle palle. Hai il mio pieno appoggio!

  • 23/3/10 15:33  
    Blogger Francesco ha detto...

    Grazie! :)



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