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Il cinema... visto da www.viabonanno24.it

Se mi lasci ti cancello

Titolo originale: Eternal Sunshine of the Spotless Mind
Nazione: USA
Anno: 2004
Genere: Commedia
Durata: 108'
Regia: Michel Gondry
Cast: Jim Carrey, Kate Winslet, Kirsten Dunst, Tom Wilkinson, Elijah Wood, Mark Ruffalo, David Cross

La trama del film è originale: al mondo c’è una nuova scoperta che dà la possibilità di far sparire un ricordo doloroso dalla memoria. Il sistema è semplice: con l’aiuto del computer si cancellano solo gli eventi e le persone che danno fastidio. Questo rivoluzionario metodo per il lavaggio del cervello «a zona» non è monopolizzato dalla Cia, ma è gestito da un medico confusionario con un assistente ubriacone, una segretaria dai facili costumi e un aiutante imbranato. Nelle grinfie del gruppetto finiscono un giovanotto timido, Joel (Jim Carrey), e la sua ex fidanzata, Clementine (Kate Winslet).

Tuttavia il soggetto non è svolto in modo così lineare costringendo lo spettatore a uno sforzo di concentrazione degno di miglior causa: la storia va avanti e indietro nel tempo, e fuori e dentro la mente di Joel. Ed è infarcita di sottoepisodi e personaggi inutili e artificiosi. Il messaggio potrebbe essere pessimistico: la storia non insegna nulla, perché Joel e Clementine invece di essere ammaestrati dalla negativa esperienza di un rapporto tumultuoso non desiderano altro che ripetere gli stessi errori. Oppure romantico: l'amore vero non muore mai. O anche filosofico: un presente privo del passato è invivibile. In ogni caso, il film sembra congelare le emozioni piuttosto che esaltarle.

Velleitarie fantasie intellettualistiche mandano in estasi una parte della critica Usa ma non ingannano il comune spettatore perché basate su pretesti che non stanno ne in cielo né in terra. Dopo un primo tempo soporifero quindi, arriva una seconda parte più godibile che tuttavia non evita un finale per forza di cose evanescente. Il film di Michel Gondry delude le aspettative, anche a causa della sua esposizione narrativa frammentata che al contrario di molte altre pellicole montate con lo stesso stile, confonde lo spettatore, lasciandolo perplesso anche quando al termine della pellicola si arriva alla comprensione globale.

Voto: 2/5
  • 23/1/08 23:29  
    Anonymous Cla ha detto...

    So che non avrò nessuno a darmi manforte (almeno tra coloro che erano presenti con noi durante la visione di questo film ;-P), però io devo dire che l'ho apprezzato...
    Ammetto la non "linearità" , ed è vero che è comprensibile solo con un notevole sforzo di immaginazione, però è originale, propone degli spunti interessanti su cui riflettere e gli attori son molto bravi e credibili.
    Insomma, non dico che lo rivedrei domani, però gli avrei dato almeno 3 stellette!:-)


  • 26/1/08 01:57  
    Blogger Andrea ha detto...

    Fra non per fartici rimanere male...ma ritengo che tu questo film lo abbia sottovalutato troppo. Secondo me è un film poetico, originale, visionario, e sicuramente non adatto a un pubblico divoratore di blockbusters.
    Ha ottenuto anche successo dalla critica e non solo quella americana come dici tu – anche se io sono la prima a dire che non sempre i critici ci azzeccano - (almeno, da quello che ho letto io...e anche ciak, a cui tu stesso sei abbonato, lo ha apprezzato tantissimo, danodlgi pure il ‘colpo di fulmine’ del mese).
    Ammetto di essere un pò di parte perché è uno dei miei film preferiti, ma penso che lo hai guardato molto superficialmente e ti sei lasciato andare a giudizi piuttosto azzardati ed esagerati, e piuttosto discutibili (pretesti che nn stanno en in cielo ne in terra? sottoepisodi inutili e artificiosi? aspettative deluse?).
    E' vero, non è lineare, ma penso che sia uno dei suoi punti di forza, visto che comunque è una specie di viaggio nella mente, e la mente, i ricordi, la fantasia non sono lineari...potrà mandare in confusione totale spettatori-ameba, che se un film non è fisso in uno schema ben definito, banale e scontato, non ci capiscono niente e non riescono a seguirlo. Va poi detto che certi film dallo schema particolare come questo e Memento di christopher nolan, per esempio, andrebbero visti da soli magari per poterli apprezzare meglio e entrare totalmente nella storia, senza amici che magari fanno casino, battutine idiote, commenti senza senso, e che distraggono con le domande idiote ogni 5 minuti perché si perdono in particolari irrilevanti –come succede spesso a me quando li guardo in compagnia-, e che quindi ti fanno perdere il segno. Riguardandoli da soli successivamente si riescono ad apprezzare molto di più, te lo assicuro.
    Parli del comune spettatore che non si fa ingannare...ma spesso a me pare che il comune spettatore si limiti a non saper apprezzare ciò che merita (altrimenti perché film come de sica e company finirebbero fra i primi posti della classifica?). Forse questo allora non è un film per spettatori comuni, ma per altri che non hanno voglia di film scontati e banali.
    Per quanto riguarda i significati che proponi credo che se proprio vogliamo affibbiare un significato filosofico alla vicenda sia che la vita e i rapporti valgono comunque la pena di essere vissuti a prescindere dai possibili finali dolorosi.
    Questa è la mia opinione…ne avevo fatto un poema e mi ero lasciata trascinare dall’emotività (per questo l’ho cancellato per ben due volte)


  • 26/1/08 16:19  
    Anonymous Francesco ha detto...

    Come ben sai, tutto sono tranne che un divoratore di blockbusters, come si può vedere anche dai film che guardo di solito.

    Questo film però proprio non mi è piaciuto, non c'è niente da fare, nonostante l'abbia visto con le migliori intenzioni e aspettandomi un film bello e serio e non una commediola leggera, anche a causa di alcune recensioni buone che avevo letto (attenzione però, non tutte, in tanti l'hanno anche stroncato, come i critici del Sole 24 Ore, del Mattino, di Film Tv, della Stampa e anche il famosissimo Tullio Kezich del Corriere).

    Le aspettative quindi son rimaste deluse perché quello che mi aspettavo dal film era molto: invece, a parte un ottimo Jim Carrey, un buon Elijah Wood (di Kate Winslet meglio non parlarne vero?) e una buona idea di partenza, la realizzazione secondo me era molto scadente e so bene che la narrazione non lineare non è per forza uno svantaggio ma, come ho scritto nella recensione, richiedeva uno sforzo da parte dello spettatore degno sicuramente di miglior causa (leggi: di miglior film).

    Insomma, nel vedere questo film è emerso ancora una volta il mio antiamericanismo in fatto di film: come ho più volte detto, gli americani sono bravi e ci sanno fare quando si tratta di girare commedie, film d'avventura o d'azione, thriller o horror ma decisamente non mi piacciono quando si danno ai film più seri e pretendono di trasmettere chissà quale profondo messaggio. Riconosco che un po' sono di parte ma penso che il film sia il classico film all'americana, che parte con grandi propositi e finisce invece per essere il tipico "american-movie", che sceglie metodi di narrazione non convenzionale ma col solo risultato di stupire (o confondere?) lo spettatore, senza riuscire a ottenere quello che avrebbe voluto. Insomma, nessuno mi toglie dalla testa che lo stesso film, girato da un europeo, sarebbe stato cento volte meglio.


  • 26/1/08 23:18  
    Blogger Andrea ha detto...

    Beh certi critici hanno stroncato pure Marie Antoinette, che in molti hanno adorato, senza parlare del fatto che ci sono critici che hanno da ridire pure su Arancia Meccanica…
    Cmnq, Francesco nn vorrei contraddirti ma gondry è francese al cento per 100 (nn solo, ha fatto molti video per artisti francesi, e il suo sito è in francese...per evitare di dire cazzate mi sono pure informata sul web e come di fatti la conferma: è francese)...infatti non a caso il suo nome nn si legge maicol gondri ma miscèl gondrì...IL FILM è GIRATO DA UN EUROPEO. come la mettiamo adesso? Gondry lavora a volte in america, ma spesso in francia e in europa (il suo ultimo film uscito al cinema, l’arte del sogno, è girato in francia, con attori europei). Mi pare che tu ti sia barricato un po’ troppo nei tuoi preconcetti sui film americani e basta (anche se il film non ha niente a che vedere come stile con i film americani). Guarda, ognuno ha le sue idee e i suoi gusti, questo film può piacere o non piacere, a te non è piaciuto, ok. Il punto non è questo. Diciamo che i termini che hai usato mi hanno un po’, come dire, lasciata perplessa…fanno molto critico snob e con la puzza sotto il naso…e conosci la mia avversione per quel genere di critico. E francamente le accuse che muovi con sicurezza contro questo film non le vedo :( a me sembra, anzi, tutto fuorché un film scadente, fatto male o tirato via, o un’americanata commerciale pseudo intellettuale. Visivamente poi è veramente bello. E poi la winslet nn mi è parsa male.
    Scusami se me la prendo così a cuore…probabilmente domani rileggerò tutto e penserò che sono un’idiota e vorrei uccidermi per le cazzate che ho scritto :( e magari ne parleremo e ne rideremo…
    (Ps scusa i vari commenti cancellati ma avevo fatto casino con l’account ^-^’ ecc ecc)


  • 26/1/08 23:33  
    Blogger Andrea ha detto...

    ahahah ti ho beccato!! Hai scopiazzato un pezzo di recensione dal sito di my movies! ahahaha (che poi cmnq ne palra meglio di come ne hai parlato te). E poi sempre su quel sito ho visto che critici di film tv ne hanno parlato bene...tanto che la media è 8...cmnq...
    Cmnq prima dimenticavo: il film comunque è stato scritto in collaborazione di un americano, charlie kaufman, che cmnq si è distinto per sceneggiature molto originali. Cmnq alla fine posso dire che questo è un film che divide la critica, c'è chi lo ama e c'è chi lo odia, forse per la sua particolarità che lo porta a non essere sempre compreso...ai posteri l'ardua sentenza.
    Ps Francesco mi perdoni? :( amici come prima? Internet mi fa diventare una bestia senza cervello sigh...


  • 27/1/08 12:23  
    Anonymous Francesco ha detto...

    Oddio quanta polemica solo per un film: a te è piaciuto, a me no, tutto qua. ;) Ovviamente non voglio ergermi a critico e dire che il mio parere conta più del tuo, ci mancherebbe. Anzi, prometto che se scrivi una tua recensione (con voto ovviamente) la aggiungo in calce alla mia.

    Comunque leggo ora che Charlie Kaufman è stato sceneggiatore anche di Essere John Malkovich (che però non ho visto ma non me ne hanno parlato benissimo), Il ladro di orchidee (che a quanto mi ricordo ha ricevuto critiche davvero pessime), Confessioni di una mente pericolosa (che ho visto e non mi è piaciuto per nulla).

    Leggo su Wikipedia che "tutte le sue opere portano come marchio di fabbrica l'introspezione, la "psicanalisi" dei personaggi, che rende il film a tratti cervellotico. In alcuni casi, addirittura, il film si svolge quasi interamente nella mente del protagonista, [...] dimostrando una buona dose di visionarietà e creatività". Ecco, forse abbiamo trovato il responsabile del fatto che il film non mi sia piaciuto: un po' troppo visionario per i miei gusti, mi piacciono molto di più le storie "reali" e "verosimili", che mantengono i piedi per terra. :) Pace fatta, insomma (se mai c'era stata guerra! :p)


  • 27/1/08 14:18  
    Blogger Andrea ha detto...

    Pace fatta :-) anzi, mi dispiace terribilmente per essermi 'fogata' (nn so se è un termine che si usa solo dalle mie parti...cmnq, per essermi accanita così tanto). Anzi, mentre ci ripensavo, mi sono sentita una vera idiota...Non credo farò la recensione (anche se l'altro giorno pensavo a fare una specie di 'recensioni comparate' come fanno anche a volte su ciak, e volevo quasi proportelo, per film su cui magari abbiamo pareri divergenti :-)), nn sono in grado di farle come tu sai (a parte in casi come spiderman 3 ecc ecc dove ho condiviso a pieno le idee dei vari critici che ho letto). Beh si dai, alla fine è tutta questione del tipo di storie a cui uno è più 'affezionato' o appassionato: io per esempio adoro questo genere di film (e confessioni di una mente pericolosa mi è piaciuto molto). A volte è strano come uno stesso film possa essere adorato da una persona e odiato totalmente da un'altra - su film tv, riguardo per esempio a i cento chiodi, un critico gli dava 10 e l'altro 1! A volte mi chiedo pure se dello stesso film si tratta quando leggo certe recensioni, sia nel bene che nel male - come transformers, che io ho trovato un film a tratti ridicolo, e che parte della critica ha quasi osannato!



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Ratatouille

Titolo originale: Ratatouille
Nazione: USA
Anno: 2007
Genere: Animazione
Durata: 117'
Regia: Brad Bird, Jan Pinkava
Cast (voci): Patton Oswalt, Brian Dennehy, Janeane Garofalo, Brad Garrett, Ian Holm, Ashley O'Connor, Adam Scott

Con Ratatouille, la Pixar ha superato se stessa ed ogni complimento appare ridondante ed incapace di descrivere appieno la magia che traspare letteralmente da ogni singolo fotogramma. Se la tecnica, incredibile, raggiunta dagli animatori Pixar (i peli dei ratti sono impressionanti e così pure le vedute sulla skyline di Parigi) permette ai personaggi di acquisire un realismo tangibile, Brad Bird (già regista dell'ottimo Gli Incredibili) conferisce ad essi un surplus di umanità, grazie ad una serie di trovate narrative e sceniche originali e convincenti.

Chiuso in un barattolo di vetro, pronto per essere affogato nella Senna, il ratto Remy dialoga con lo sguattero Linguini come se in vita sua non avesse fatto altro che, nell'ordine: implorare pietà; mimare con le zampette la frase "in cucina sei scarsissimo" senza troppo offendere; convincere il giovanotto che sta parlando con un roditore, ma non è matto; ribadire che la zuppa da premio è stata cucinata dal ratto medesimo, buongustaio contro il volere della famigliona che rovista nella spazzatura. Il tutto senza dire una parola, e in una scena che non dura neanche cinque minuti.

Ratatouille diverte e parecchio, ma non cerca mai la risata facile o grossolana, mancano finalmente gag basate su flatulenze, rutti e tutto il campionario proposto da qualsiasi altro film di animazione recente. Nessuna forza umana riuscirà a far amare un topo (o più topi) in cucina, ma Ratatouille è un film d'animazione della Disney-Pixar fatto benissimo, anche grandioso, e con varianti inedite. Il topo Remy non è antropomorfo, non vuol somigliare a un uomo come Topolino o Topo Gigio, ma è un vero topo: peloso, con zampette, orecchie e una lunga coda rosa, muto rispetto al linguaggio umano ma in posizione eretta, con un odorato e un gusto più fini rispetto a ogni uomo.

Coloro che lavorano alla Pixar hanno capito che non hanno bisogno di stupirci con effetti speciali o colpi di scena, ci regalano storie "tonde" e ben congegnate, di grande solidità, che bastano a se stesse. Nulla sembra forzato, il film è naturalmente adatto a bambini e genitori, a cui insegna molto, senza
essere pedante, ridendo e riflettendo. Ci dice che i pregiudizi sono pericolosi e spesso a doppio taglio. Ci racconta il conflitto di classe e arriva anche a bacchettare i critici.

Il più bel film mai uscito dai computer della Pixar, che sforna solo gioielli (Bug's Life, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo...), anche se un po' lungo (2 ore), è una fiaba fantastica e a suo modo realistica costruita su un gioco magistrale di contrasti.

Voto: 3½/5
  • 24/1/08 17:46  
    Anonymous Cla ha detto...

    Graficamente è bellissimo, la storia è carina e piena di buoni sentimenti come da tradizione Disney...
    Appena uscita dal cinema ricordo di aver pensato che finalmente c'era un cartone ai livelli di Nemo, ma poi ho rivisto Alla ricerca di Nemo e... mi dispiace ma ancora non ci siamo!:-)




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